Associazione Tennis per Tutti, lo sport accessibile che piace

Scritto da il 26 Novembre 2021

Rendere lo sport accessibile a tutti non è semplice, soprattutto se si parla di bambini e di famiglie che, purtroppo, non hanno la possibilità economica per affrontare i costi che comporta la pratica sportiva. Se si parla di tennis, poi, i prezzi lievitano inevitabilmente. Valentina Tezza a questo problema ha trovato una soluzione con l’associazione Tennis per tutti, fondata da lei per dare a tutti i bambini di praticare il tennis, che le è valso il Premio Cangrande e che in quattro anni ha dato una mano a oltre 150 ragazzi.

Di cosa si occupa l’associazione?

Allora Tennis per tutti è l’associazione che si occupa di gestire e organizzare il progetto “Tennis per tutti – Tutti a tennis”. Il progetto è nato nel 2017 e ha potuto prendere vita grazie a un contributo del Ministero dello Sport perché in quell’anno ci fu un bando nazionale che premiava progetti di inclusione sociale attraverso lo sport. Parteciparono oltre 700 associazioni e il progetto si classificò ventunesimo per cui rientrammo tra i 25 finanziati e prese vita per la prima volta e questo è il quarto anno che si realizza. Fondamentale è stato il contributo che stanzia il Comune di Verona. Io lavoro in collaborazione con i servizi sociali, in particolare il servizio minori e ci occupiamo di inserire i bambini che vivono in condizioni di grave disagio economico all’interno delle scuole tennis nel comune di Verona. Gli forniamo gli strumenti, gli facciamo fare e gli paghiamo una visita medica sportiva e vengono inseriti nella scuola tennis riconosciuta dalla Federazione Italiana Tennis più vicina a casa loro e partecipano ai corsi collettivi insieme ai loro coetanei.

Una cosa che dà anche delle soddisfazioni, vero Valentina?

Me ne dà tante: io ricordo benissimo le espressioni dei bambini quando ricevono per la prima volta la loro racchetta nuova. Ricordo i messaggi di genitori che mi ringraziano e che mi dicono che i bambini hanno passato una giornata in Paradiso, ricordo il giorno della prima lezione e il giorno in cui hanno ricevuto il loro primo completino da tennis. Una ragazzina l’anno scorso ha vinto il torneo di fine corso e poi c’è quella che ambisce a fare agonismo, quindi è veramente un’enorme soddisfazione. Magari qualcuno di loro ambisce al professionismo e l’importante è che abbiano l’opportunità di praticare questo sport, che è abbastanza costoso per cui non è accessibile a questa fetta di popolazione e frequentano i loro coetanei e imparano la disciplina che ti impone uno sport come questo e fanno attività sportiva, questo è l’aspetto più importante.

Tutte i circoli che collaborano con voi sono sul vostro sito vero?

Il progetto non ha un vero sito a trova spazio all’interno del sito “tennisgialloblù.it” dove sono elencati i circoli in cui vengono inseriti i bambini, cioè le scuole che vanno dallo Sporting Club Verona, Pineta…A seconda di dove abitano cerchiamo di metterli nella scuola più vicina alla loro abitazione. E poi c’è un elenco molto molto lungo che invece è quello dei circoli che hanno accolto un contenitore speciale con il quale il primo anno di progetto abbiamo fatto una raccolta di materiale tecnico che poi abbiamo riutilizzato donando ad altre associazioni.

Una grande soddisfazione è arrivata anche dal Premio Cangrande…

Sì, enorme anche perché assolutamente inaspettata e sono contenta perché so che hanno voluto molto che l’Associazione tennis per tutto ricevesse questo riconoscimento. Per me è un attestato di stima.

Qual è il futuro dell’associazione ora? Dicevamo fuori camera che sarebbe bello estendere questa filosofia anche ad altri sport…

Allora innanzi tutto bisogna dare continuità al progetto: sospenderlo vorrebbe dire comunicare a qualcuno che dall’anno prossimo non potrebbe più proseguire con lo sport che magari è diventato la sua passione o anche non dare la stessa opportunità a bambini che fino ad ora non ne hanno potuto usufruire. Allo stesso tempo mi piacerebbe anche che si sviluppasse ulteriormente e che le opportunità di praticare il tennis che magari non è lo sport più gradito a tutti fosse replicata in altri in altri contesti, quindi mi piacerebbe poter organizzare la stessa identica cosa nell’ambito anche di altri sport magari inserendo uno sport di squadra, uno sport sicuramente di cui si parla meno.

Guarda l’intervista:


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