Circolo del Cinema di Verona, 75 anni di cultura e passione

Scritto da il 20 Ottobre 2021

Film di qualità, indipendenti, fautori di un’identità culturale che talvolta ci scordiamo di avere. Il circolo del cinema di Verona è nato nel 1947 sotto questi princìpi e dalla volontà di Pietro Barzisa e alcuni suoi amici. A distanza di 75 anni (e 75 rassegne) la sua “mission” non è cambiata.  A parlarcene è stato Francesco Lughezzani, del Circolo del Cinema di Verona, intervenuto durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live“.

«Le persone che frequentavano il Circolo all’epoca vedevano i film spesso in lingua originale senza sottotitoli. Erano condizioni molto diverse, però da quegli anni iniziali siamo arrivati fino ad oggi: sono stati 75 anni di attività ininterrotta, neanche nel 2020 per il covid, quindi è stato un percorso molto complicato, ma siamo qua e abbiamo ricominciato proprio il 7 di ottobre la nostra programmazione» ci ha spiegato Francesco.

«Quest’anno noi continuiamo la nostra attività, per fortuna in sala, quindi siamo molto contenti di questo per il cinema in generale e per tutti gli altri settori della cultura dello spettacolo. E quindi ripartiamo con la nostra formazione tutti i giovedì al cinema K2 anche per chi fosse curioso di venirci a trovare, siamo lì da giovedì dalle 16:30. Tra l’altro questa settimana proponiamo un documentario di un regista veronese Michele Aiello, dal titolo “Io resto”. Ci teniamo molto perché è un film per noi molto importante: è stato girato nell’ospedale di Brescia e sarà presente al circolo anche il regista, perché una delle cose più belle che ci piace fare al circolo è portare registi, attori, sceneggiatori, autori che il cinema lo fanno direttamente per dialogare con il pubblico: è il valore aggiunto che può avere il circolo».

Sulla convivenza tra cinema e piattaforme streaming: «Non necessariamente c’è conflitto però ci deve essere la consapevolezza che un film vederlo al cinema e vederlo attraverso questa totale immersione di tutti i sensi nell’oscurità di un’immagine cinematografica è una cosa diversa. Io spero che sia possibile la coesistenza anche perché, per esempio, c’è l’ultimo film di Sorrentino che è prodotto da Netflix, come anche l’ultimo film di Martin Scorsese, però uscirà al cinema».

Guarda l’intervista:


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