Da Vicino Concerti, Stefano Lanza racconta la scena musicale veronese

Scritto da su 31 Ottobre 2019

In questi ultimi anni abbiamo notato che la nostra città manca quasi sempre dai tour indipendenti. Troppe problematiche dal punto di vista economico ed organizzativo?

Parlando di tour invernali ci possono essere molti fattori che influiscono su questa mancanza di artisti “indipendenti” che fanno tappa a Verona e provincia. Sicuramente l’assenza di un locale o di una location di riferimento con una lunga storia di organizzazione di concerti è un fattore molto influente. Serve lo spazio fisico per il pubblico e per le band, la capacità di gestione di tutti gli aspetti legati a un concerto che richiami dalle 200 alle 3/400 persone con un biglietto da pagare, lo storico di concerti perché una band di “medie” dimensioni si “fidi” a suonare in un determinato locale, la capacità di rientrare nei costi. Sono necessarie molte abilità che si acquisiscono e sviluppano negli anni.

Qualche esempio virtuoso?

L’associazione Interzona quando aveva sede negli ex Magazzini Generali era riuscita, negli anni, a raccogliere e sviluppare queste capacità, insieme a tutta una serie di fattori che permettevano di ospitare tour indipendenti costantemente. Al momento c’è il Colorificio Kroen che sta lavorando per proporre una programmazione di musica indipendente in maniera costante. In ogni caso è un lavoro che funziona sul lungo periodo.

Insieme ad Edoardo Micheloni e Pietro Pizzoli in questo 2019 hai dato via all’associazione culturale Da Vicino Concerti. Il vostro intento è quello di realizzare degli appuntamenti live dove artista e pubblico riescono a stringere un legame più intimo rispetto al solito concerto. Abbiamo già visto in Italia il sorgere di progetti simili come ad esempio Sofar Sounds. Pensi sia questa la chiave di volta per riprendersi il pubblico live?

Premetto che queste modalità di concerti sono ideali per la musica suonata in maniera «il più acustica possibile» e avvicinano l’artista al pubblico e viceversa riportando i concerti in un ambiente intimo e accogliente, quasi come nei salotti europei del 1700. Per chi realmente ama ascoltare la musica e viverla pienamente questi “house-concert” sono la modalità ideale di ascolto. Penso che questi concerti più che riprendersi un pubblico lo selezionino e lo educhino all’ascolto senza distrazioni (cosa ormai rarissima ai concerti) e permettano anche a chi non è abituato ad andare frequentemente ai live di vivere una situazione più simile al teatro che al club.

Come sta Verona secondo te dal punto di vista musicale? Ci sono realtà che ti hanno ispirato o alle quale ti ispiri per i tuoi progetti?

Verona e provincia ha aspetti positivi e negativi come molte altre città italiane. Gli aspetti positivi sono che ci sono tre importanti location che permettono di avere “in casa” grandi artisti, nonostante Verona non sia una metropoli come Milano o Roma. L’Arena, il Teatro Romano e il Castello di Villafranca fortunatamente ospitano dei nomi di qualità. Forse il grande problema è che manca totalmente la fascia media cioè i concerti da 300/500 persone soprattutto per la stagione invernale. Personalmente Sofar Verona, nel quale per un periodo ho fatto parte, è stato un bel riferimento in fatto di qualità

Progetti per il futuro con la vostra associazione?

Con settembre abbiamo concluso la nostra prima rassegna estiva al Giardino Magenta a Villafranca e il prossimo passo è spostare con l’autunno i concerti a Verona. Il 30 ottobre saremo ospitati dal 311 Verona, in Lungadige Galtarossa, e suonerà Follow the River, un cantautore genovese ma con influenze di artisti internazionali come Bon Iver, James Blake e Nick Murphy. Per ora già il trasloco di location è un bel salto, in futuro ci piacerebbe comunque collaborare con altre associazioni e realtà del veronese.

La nostra provincia ha appena assistito ad una delle estati più rigogliose degli ultimi anni. Tra Rookaforte Festival, Sound Vito, Mag Festival, Vulcano Festival solo per citarne alcuni sono passati davvero numerosi artisti. Dai Subsonica a Giorgio Poi, passando per Venerus, Auroro Borealo e moltissimi altri nomi. Come Stefano e la sua associazione ci sono ancora tante realtà che seguono il suo ideale, quello del sacrificio e della costanza. A noi che amiamo la musica però non bastano mai!

Articolo di Tommaso Stanizzi.


Opinioni del lettore

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *



Current track

Title

Artist