Drupi: ascoltare buona musica lasciando emergere qualcosa di bello

Scritto da il 18 Marzo 2021

Celebre cantautore pavese, Giampiero Anelli, in arte Drupi, racconta una carriera di intramontabili successi, da ripercorrere attraverso molteplici frammenti di ricordi. «Per citarne un paio ricordo il mio primo San Remo nel 1973, al quale ho partecipato per vicende strane. Ai tempi ero un cantante turnista e mi trovai ad incidere una canzone che avrebbe dovuto cantare Mia Martini; successe che 15 giorni prima del festival lei decise di non parteciparvi, così l’etichetta discografica mi propose di sostituirla. Andai e da lì iniziò la mia carriera. Presentai il singolo Vado via, che tuttavia non ottenne parecchio successo in Italia; grande seguito arrivò con un’altra mia canzone, Piccola e fragile (1975), suonata e cantata da tantissimi italiani.

Drupi è un soprannome ricevuto da un Giampiero bambino: «partecipando ad una recita interpretavo questo diavoletto del bosco di nome Drupi; la parte mi uscì talmente bene che tutti gli amici iniziarono a soprannominarmi così. Quasi sono stati loro a sceglierlo per me».

L’intervista a Drupi

Artista che non ha mai prodotto musica alla ricerca del successo ma  spinto dalla volontà di suonare e fare musica, Drupi ripropone valori che forse sta perdendosi nell’attuale andazzo musicale dove manca soprattutto tanta educazione all’ascolto. Il consiglio che da agli emergenti è, citando Mogol, «ascolta sempre buona musica e vedrai che qualcosa di bello succede».

Pieno di progetti futuri e musica, Drupi ha recentemente pubblicato una raccolta di canzoni tenute fino ad oggi nello “scantinato” e sta attualmente lavorando ad un nuovo album, rallentato dalla pandemia ma che vedrà ben presto la pubblicazione. Per seguire tutti i suoi aggiornamento seguitelo alla pagine Facebook.


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