Fondazione Fevoss, 500 anni di solidarietà in via Marconi

Scritto da il 27 Novembre 2021

È stata inaugurata oggi la mostra realizzata da Fondazione Fevoss Santa Toscana e dall’Istituto Assistenza Anziani per ripercorrere i 500 anni dell’isolato di via Marconi, che ospita il Bazar Solidale dal 2019. L’esposizione, dal titolo «Nel cuore di via Marconi, cinque secoli di solidarietà», è stata aperta da una conferenza tenuta dai professori Lorenzo Facci e Mario Gecchele e impreziosita dagli intermezzi musicali del violista Alberto Danelon e sarà visitabile fino al 4 dicembre. Ce ne ha parlato la responsabile del bazar, Paola Agostini, ospite venerdì 26 novembre della trasmissione “Buongiorno Verona Live”.

Partirei parlando del bazar. Di cosa si tratta?

Il Bazar Solidale è il progetto principale della Fondazione Santa Toscana ed è nato nel 2019 con un primo bazar in centro storico in via Marconi poi successivamente ne è stato aperto un altro in Veronetta e poi ancora la sartoria “fili di bene” nel bazar. Vendiamo in tutti e due i bazar vendiamo abbigliamento antiquariato vintage accessori e il tutto è oggetto di donazioni di privati cittadini che noi mettiamo in vendita e col ricavato finanziamo progetti sociali e di inclusione lavorativa nella sartoria che ha avuto principalmente suo sviluppo quest’anno: facciamo sia riparazioni che orli, cerniere e quant’altro ma la parte più bella e più interessante sono le nuove creazioni sia per la casa sia capi d’abbigliamento sempre con stoffe, che ci sono donate, oppure restyling per ridare nuova vita ad abiti. Lì c’è un gruppo di sarte e di questo siamo molto orgogliosi perché è una professionalità che praticamente sta scomparendo.

Il 27 novembre parte una mostra dedicata al bazar, giusto?

Sì è nata proprio per rispondere a domande dei frequentatori dei bazar e della sartoria. Quando vengono lì e vedono questo posto così bello, il cortile esterno e i chiostri dove siamo. E per rispondere a una domanda che ci fanno sia i donatori sia chi viene a comprare, abbiamo pensato che fosse l’occasione per dar vita a una mostra e una mostra ovviamente deve essere documentata: abbiamo trovato i curatori che hanno fatto tutta la ricostruzione storica. Il nome calza perfettamente perchè parla di cinque secoli di solidarietà nel cuore di via Marconi, cinque secoli perché lo stabile inizia con la chiesa di Santa Caterina alla Ruota del sedicesimo secolo e poi si è proseguito passando da enti e istituzioni fino all’Istituto assistenza anziani nel ‘900. Il nostro unico obiettivo è rispondere a bisogni di aiuto di persone in situazioni di fragilità. C’è questo fil rouge che per cinque secoli ha aiutato persone in difficoltà.

Una grande soddisfazione per voi…

Il leit motiv che ci guida è sempre sostenibilità ambientale quindi riciclo, riuso, non spreco, e sociale cioè noi lo facciamo con un obiettivo di inclusione lavorativa e di sostegno attraverso progetti di persone con fragilità. E attraverso questi programmi noi diamo la possibilità alle persone, soprattutto donne che hanno storie personali o disoccupazione o difficoltà familiari, di fare un’esperienza o di sartoria o di gestione del bazar e quindi di sviluppare o di rafforzare una professionalità e competenze che poi possono essere spendibili sul mercato del lavoro.

Guarda l’intervista:


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