Gian Maria Menghin: «Essere direttore sportivo? Serve tanta voglia e carattere»

Scritto da il 19 Ottobre 2021

Dalla panchina di allenatore ai vertici della società come direttore sportivo. Gian Maria Menghin, in ASD Juventina Valpantena, di strada ne ha fatta: sono passati quasi 10 anni da quando è approdato nella società calcistica allenando le varie squadre dei più piccoli. Ora che la struttura si sta rinforzando, però, anche il suo ruolo è cambiato e gli è stato richiesto di diventare direttore sportivo. Una bella responsabilità che richiede attenzione e impegno 365 giorni l’anno, come ci ha raccontato Gian Maria, intervenuto durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live”.

«Io alleno in Juventina da ormai nove anni, l’anno prossimo saranno dieci. E diciamo che è stata un’occasione: sono sempre stato appassionato di calcio però purtroppo i miei piedi non erano all’altezza di proseguire l’avventura. Però la passione mi ha sempre dato sempre lo stimolo di continuare nell’ambiente calcio e ho iniziato ad allenare dai pulcini qualche anno, per poi passare nella Juniores Provinciale, dove poi siamo riusciti a vincere e abbiamo conquistato la categoria regionale. Da giugno di quest’anno il direttivo mi ha chiesto di iniziare l’avventura come direttore sportivo, visto che da un annetto mancava ed è una figura chiave: me ne sto accorgendo sempre sempre di più. Quindi mi sono messo a disposizione con tanta voglia e tanto carattere, perché serve anche quello, e soprattutto anche per dare una figura di riferimento ai ragazzi» ci ha spiegato Gian Maria.

Le dinamiche sono ovviamente cambiate sul campo: «Prima il rapporto era solamente sul campo, quindi si entrava, si faceva l’allenamento, si parlava ai ragazzi. Bisognava avere un atteggiamento e un approccio diverso. Ora con un ruolo di direttivo, il lavoro è anche extra campo quindi anche solo aspettarli finito l’allenamento e avere una parola per ciascuno di loro,  parlare dell’annata e di come è stata, quello che potrebbero proseguire a fare con l’inizio della nuova stagione. Il ruolo di direttore sportivo è a 365 giorni l’anno: non si ferma con giugno e non riparte con settembre».

Sulla prima squadra: «Quest’anno siamo partiti bene: la prima squadra in questo momento è seconda. Arriviamo da un inizio molto importante nonostante il piccolo intoppo di ieri pomeriggio, in cui ci aspettavamo una vittoria, però purtroppo le partite durano sempre 90 minuti e bisogna essere sempre concentrati quindi, abbiamo avuto questo piccolo momento di defaillance. Però la squadra è veramente tanto competitiva e sono sicuro che faranno veramente bene: non ci nascondiamo perché i ragazzi e il mister conoscono i mezzi che hanno a disposizione e ci aspettiamo un’annata veramente importante il campionato è ancora lungo».

Guarda l’intervista:


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