Giovanni Forlin, presidente e bandiera del Lugagnano Calcio

Scritto da il 10 Dicembre 2021

A Lugagnano, da quasi un secolo, si mastica calcio: il Lugagnano Calcio, ora UCD Lugagnano, è una società storica del territorio veronese. Il suo presidente Giovanni Forlin è intervenuto ai microfoni di Adige Sport e ha raccontato la storia, il presente e alcuni aneddoti sulla squadra gialloblù.

Giovanni Forlin, lei è una bandiera del Lugagnano: 18 campionati dal 1975 al 1993 e 393 presenze.

Chi gioca per tanti anni in una società vuol dire che ha un legame forte, crede nel progetto e nella realtà del paese. Per me è stato così, ho sempre avuto un forte attaccamento ai colori sociali della squadra e della mia comunità. Tant’è che adesso, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ho anche l’onore e l’onere di essere il presidente del Lugagnano.

E l’anno prossimo, nel 2022, il Lugagnano festeggerà i 90 anni di storia.

Proprio così, il Lugagnano è stato fondato nel 1932. E nel 2032 saranno cento, un compleanno importante!

Torniamo alla storia più recente: negli ultimi anni c’è stata una sorta di rifondazione nella società. Che cos’è cambiato?

Noi abbiamo raggiunto l’Eccellenza con il presidente Dalla Rosa, un imprenditore calzaturiero che ha fatto moltissimo per il Lugagnano, affiancato da Luigi Residori: probabilmente siamo arrivati fino in Eccellenza anche perché c’era maggiore disponibilità economica. Negli ultimi dieci anni Dalla Rosa e Residori non si sono più sentiti di continuare, abbiamo dovuto ridurre il budget e siamo tornati in promozione e poi in prima categoria. Fino ad arrivare nel 2019, anno in cui abbiamo raggiunto la fusione con il Real Lugagnano, l’altra società di Lugagnano. In realtà il Real era una costola del Lugagnano Calcio, che nel 2004 si era staccata. Ora siamo di nuovo insieme nell’UCD Lugagnano.

Parliamo del vostro settore giovanile. È d’accordo con l’affermazione ‘Non serve a nulla un vertice se non si ha una base solida’?

Si, assolutamente. Noi quest’anno abbiamo raggiunto il record di 300 tesserati tra prima squadra, settore giovanile e scuola calcio. Destiniamo le risorse soprattutto al settore giovanile: abbiamo ridotto all’osso quelle per la prima squadra, che comunque milita in promozione. Questa è la nostra politica, puntare tutto sul settore giovanile. È un lavoro iniziato anni fa, che sta iniziando a portare dei risultati.

Qual è il lato più bello e quale il più brutto di fare calcio a Lugagnano?

La parte più bella è che siamo un gruppo ampio di persone, volontari che ci mettono passione e volontà. È vedere allenatori molto bravi e preparati, che si danno da fare e sono disponibili. È vedere i ragazzi che giocano: cerco sempre al sabato e alla domenica di andare a vedere qualche partita del settore giovanile, che sia juniores, allievi o giovanissimi. Il lato negativo è che, anche a causa del covid, il calcio dilettantistico vive una fase di difficoltà economiche: non è facile, ma grazie all’aiuto di tutti stiamo riuscendo a superare tutti gli ostacoli.

Un’ultima domanda: se le dico Va pensiero…

Va pensiero era la canzone che abbiamo usato nel periodo più importante, negli anni dal 1978 al 1982. Una canzone bellissima, ed ero io che spesso la lanciavo come coro. Mi ricorda un periodo fantastico, quando abbiamo raggiunto la promozione con il mister Giancarlo Apostoli. Ai tempi la promozione era una categoria davvero tosta: giocavamo in stadi prestigiosi, come ad esempio quelli di Bassano e di Chioggia.

 


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