L’arte (effimera) della sabbia spiegata da Sara Ferrari

Scritto da il 28 Ottobre 2021

Sand artist e madonnara, Sara Ferrari porta la sua magia ovunque vada. Un’arte peculiare, inedita, che regala emozioni assicurate grazie all’incanto che è capace di generare la sabbia su un tavolo luminoso o il colore di un gessetto sull’asfalto. Ce ne ha parlato Sara durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live“.

«Il mio percorso è artistico e lo è stato fin da bambina. Appena avuto i 18 anni ho partecipato al primo concorso per madonnari vincendo anche un premio. Questo mi ha dato la spinta per continuare su questa strada. È un’arte effimera, come quella della sabbia. La sand art è venuta da sè dopo aver creato delle scenografie proiettate che prevedevano anche l’uso della sabbia. Mi sono innamorata di questa tecnica, perchè continua a trasformarsi. Per maneggiare la sabbia ci sono voluti anni di prove, anche perchè non ci sono scuole di sand art. Gli strumenti del mestiere sono le mani e i granelli di sabbia. Io uso una sabbia siciliana molto fine: cade bene sul tavolo e rende bene sul tavolo luminoso. La cosa che mi caratterizza è che i miei disegni si susseguono uno dentro l’altro, non si cancellano mai del tutto».

«I miei spettacoli partono sempre con un libro che si apre, per simboleggiare l’inizio del racconto: la storia di un’azienda, un matrimonio. È un momento emozionante che tocca tutti i cuori di chi sta guardando e anche il mio. Questa è la cosa fondamentale».

Guarda l’intervista:


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