L’Italia di Mancini ai sorteggi per Qatar 2022, cosa ne sarà della campionessa d’Europa?

Scritto da il 25 Novembre 2021

Dopo la disfatta contro l’Irlanda del Nord a Belfast, le qualificazioni ai mondiali di calcio 2022 in Qatar sembrano a rischio per la Nazionale italiana campionessa d’Europa. Un brutto colpo per la squadra di mister Roberto Mancini che, nonostante il girone piuttosto semplice, non è riuscita a imporsi sulla Svizzera. Cosa ci aspettiamo ora dai playoff di marzo? Ce ne ha parlato il commentatore sportivo Max Fogli.

Max, un commento su questa Nazionale, un commento a freddo. Insomma cosa è successo secondo te?

Penso che innanzitutto il calcio sia, come un po’ a tutto il mondo dello sport, senza memoria storica crudele e senza riconoscimenti di default, quindi l’Europeo è una parentesi che si è chiusa si è chiusa in maniera vittoriosa ed è un tassello che rimarrà nella storia della nazionale del Paese. Capitolo a parte sono le qualificazioni per i Mondiali dove non si è riusciti a centrare il primo posto nel girone che era quello che garantiva l’accesso diretto ai Mondiali in Qatar nel 2022 che si giocheranno in autunno per la prima volta. Non so se definirla realmente una sconfitta o qualcosa di gestibile, nel senso che il girone sicuramente di qualificazione ai Mondiali era alla portata dell’Italia per il primo posto, ma allo stesso tempo comunque la Svizzera si era già dimostrata durante gli Europei di essere una compagine che poteva meritare insidiare l’Italia nel primo posto. L’Italia sicuramente ha fatto degli errori nel girone di qualificazione. Ritengo personalmente che l’Italia non era una squadra di fenomeni questa estate e non è una squadra di bidoni. Oggi penso che ci voglia un po’ di equilibrio nell’analisi. Le manifestazioni vanno giocate quindi ci sono volte in cui anche la fortuna aiuta a conseguire un risultato e a volte in cui effetti fanno sì che non si passi il girone anche se non si poteva meritare anche se penso che l’Italia ha meritato di vincere gli Europei.

C’è chi ha fatto un paragone tra quello che è successo con Ventura, quindi quando non ci si qualificammo per i Mondiali del 2017, e quello che è successo ora con questa con quest’altra disfatta. È un paragone corretto o è troppo azzardato?

Si parla di squadre differenti composte da atleti differenti in contesti storici differenti. Questa squadra viene da una vittoria internazionale, mentre la squadra precedente veniva da due qualificazioni ai Mondiali dove l’Italia non passava i gironi e sicuramente le condizioni non erano le stesse con problemi diversi e caratteristiche positive differenti. Credo che però l’analisi vada fatta dopo quello che saranno questi playoff e ricordo che questa è una settimana cruciale, perché venerdì 26 ci saranno i sorteggi che comporranno questa griglia dove rimangono tre posti utili per l’Europa. Saranno composti da semifinali e finali e saranno divisi in gruppi da quattro quindi l’Italia sarà testa di serie ed essendo arrivata seconda avendo un punteggio ranking favorevole quindi incontrerà nel primo turno una testa di serie in gara unica in Italia e si spera che già da lì si possa arrivare poi a disputare la finale che, ahimè, sarà con un’altra testa di serie e quindi eventualmente se si dovesse passare alla semifinale la finale sarebbe comunque con una squadra di prestigio. Ricordo che in prima fascia ci sono Portogallo e Italia, Russia, Svezia e Galles mentre nella seconda fascia ovvero quelle che incontreremo per prima potrebbero esserci Turchia, Polonia, Macedonia del Nord, Ucraina, Austria, Repubblica Ceca.

Abbiamo quindi una squadra composta da diversi calciatori molto validi, però alcuni si chiedono se la Nazionale sia ancora in cerca dell’eroe, quello che deve smuovere realmente la Nazionale. Si è parlato di tanti nomi e l’ultimo che è uscito è Joao Pedro. Secondo te potrebbe essere veramente l’uomo chiave di questa Nazionale?

Partendo dal presupposto che quando una squadra è ricca di campioni si dice che ci sono troppi galli nel pollaio, quando una squadra non ne ha si dice che manca il Leader. Penso che alla fine il pragmatismo sia l’unica cosa che conta, ovvero raggiungere l’obiettivo e i risultati minimi per poi determinare quello che è un successo o meno di una Nazionale. Abbiamo già nello storico e anche nel presente altri casi come Joao Pedro: abbiamo Jorginho, abbiamo Emerson Palmieri, abbiamo avuto oriundi anche nel passato e tengo a sottolineare che anche i successi delle altre nazionali sono stati molto spesso condizionati dalle naturalizzazione e quindi penso che in un mondo globale non ci sia più da stupirsi di nulla e sia comunque giusto fare il bene della Federazione. Adesso siamo noi in difficoltà abbiamo bisogno di calciatori importanti che diano personalità ma soprattutto anche che diano una grinta e un’aria di cambiamento. Penso che Joao Pedro l’abbia meritata questa Nazionale e se se ne sta parlando così insistentemente è molto probabile che il calciatore abbia già avuto i contatti e che per la semifinale del 24 marzo 2022 possa essere in campo.

Guarda l’intervista:


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