Max Titi e il lavoro del produttore musicale spiegato bene

Scritto da il 22 Ottobre 2021

Una passione che diventa lavoro. Per Max Titi, produttore musicale veronese e proprietario dell’etichetta Maxy Sound, non c’è soddisfazione più grande: lavorare facendo ciò che si ama. Un percorso non semplice, soprattutto nel mondo della musica, che però sta dando tante soddisfazioni. Ma cosa fa, davvero, un produttore musicale? Max ce lo ha spiegato durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live”.

«Io sono una di quelle persone fortunate che sono riuscite a trasformare la passione in un lavoro: È la cosa più bella del mondo potersi svegliare la mattina e dire “io non ho mai lavorato veramente nella vita”. Sul lavoro del produttore musicale c’è un po’ di confusione e non solo fra i non addetti ai lavori ma a volte anche fra i musicisti stessi. Bisogna distinguere tra produttore artistico e produttore esecutivo. Per farla breve: il produttore esecutivo è quello che organizza le cose, a volte anche quello che mette i soldi insomma quello sarebbe il produttore discografico.  Invece il produttore artistico è generalmente un musicista con una certa esperienza, soprattutto magari di un genere musicale, qualcuno che sa mettere insieme i suoni e a volte può essere anche un fonico, un ingegnere del suono che però ha una visione anche musicale molto buona e che aiuta gli artisti in studio di registrazione soprattutto a produrre il loro prodotto musicale».

Sul mondo delle etichette musicali, Max ci ha parlato della trasformazione del settore: da mercato fisico a mercato digitale. «Io ho un’etichetta discografica che ho aperto qualche anno fa sfruttando un pochino la trasformazione che c’è stata nel nostro lavoro. Si è passati dal mercato fisico al mercato digitale. Per molti è stato un danno, o meglio, è stata un’opportunità che non hanno saputo cogliere. Anzi è diventato un grosso problema. Noi invece abbiamo pensato di trasformare questo problema in un’opportunità e ci siamo specializzati nel mercato digitale. Oggi solo su Spotify vengono caricate qualcosa come 60mila tracce al giorno. Questo crea un blob gigantesco di musica che ogni giorno viene pubblicata e in tutto questo farsi notare e farsi vedere è molto complicato, perché servono tecniche di marketing sempre più evolute e affinate per riuscire a raggiungere in modo il pubblico».

La scelta più interessante è stata fatta sulla “base”: Max ha infatti deciso di rimanere a Bussolengo, dove ha il suo studio: «Beh intanto Verona è una città meravigliosa. Siamo nati qui, stiamo bene qui si mangia bene. Abbiamo un meraviglioso lago di Garda dove passare il weekend. Insomma siamo legati alla nostra terra. Rimanere qui non è poi così male perché alla fine problemi non ce ne sono più perché noi con lo studio ci colleghiamo e si può lavorare ormai in qualunque parte del mondo: la settimana scorsa ho fatto un lavoro collegato con Berlino tutto il giorno. Abbiamo lavorato come fossimo nella stessa stanza con cinque persone senza alcun problema».

Guarda l’intervista: 


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