The Lumineers in concerto all’Arena di Verona

Scritto da il 17 Marzo 2020

The Lumineers terranno un concerto all’Arena di Verona, il 12 luglio, alle 21, a sette anni dalla pubblicazione dell’omonimo album d’esordio, che li ha resi famosi in tutto il mondo.

La data veronese si inserisce tra le quattro serate italiane: oltre al live in Arena, i The Lumineers saranno il 5 luglio all’Auditorium Parco della Musica a Roma, il 6 luglio alle OGR – Officine Grandi Riparazioni e il 4 novembre – ultima data italiana fino ad ora programmata – all’Alcatraz di Milano.

Il gruppo nasce nel 2005 dall’incontro tra il chitarrista e cantante Wesley Schultz e il batterista Jeremiah Fraites, entrambi cresciuti a Ramsey, un sobborgo a sud di New York.

Nel 2009 stampano un primo EP, ma il successo arriva nel 2011 quando il brano “Ho Hey” viene notato e utilizzato come sigla della serie tv “Hart of Dixie”. Il singolo è rimasto per ben 62 settimane in #3 posizione nella Billboard Hot 100, raggiungendo oltre 142 milioni di visualizzazioni su YouTube.

La band firma quindi un contratto con la Dualtone Records e il 3 aprile 2012 pubblica il suo album di debutto, intitolato semplicemente “The Lumineers”.

Il disco è stato nominato ai Grammy Awards come “Best New Artist” e “Best American Album”, rimanendo per 46 settimane alla #2 posizione della Billboard 200.

A quattro anni di distanza dal disco che li ha consacrati, la band torna sulla scena musicale con un secondo lavoro, “Cleopatra”, prodotto da Simone Felice, certificato Disco di Platino.

Passano tre anni e The Lumineers sono pronti a fare il loro ritorno sulla scena musicale con “III”, in uscita per Dualtone, distribuzione Universal, il 13 settembre: ogni nota e ogni sillaba sono cariche di emozioni.

Per questo progetto Schultz e Fraites rinnovano la collaborazione con il produttore Simone Felice e con la violinista Lauren Jacobson. Con loro anche il pianista Stelth Ulvang, il vocalist e bassista Byron Isaacs e il polistrumentista Brandon Miller.

Si tratta di un album attraverso cui la band ha voluto raccontare gli effetti della tossicodipendenza su familiari e persone care.

Il lavoro è intitolato “III” non solo perché è il terzo album in studio della band, ma, in modo più significativo, perché nove delle canzoni che lo compongono sono presentate in tre capitoli, ognuno incentrato su un diverso personaggio (oltre alle nove canzoni, l’album contiene tre bonus track che non rientrano nella narrativa).

La progressione narrativa dell’album è così serrata da far supporre sia stato creato con premeditazione. Al contrario però il lavoro è nato da una serie di elementi non connessi tra loro ma uniti magicamente.

Questi elementi sono tratti dalle pagine di un diario che Schultz ha scritto più di un decennio fa: in queste note parla del tentativo straziante di salvare un parente dall’alcolismo, della sua famiglia e della sua infanzia.

L’idea del nuovo album inizia a prendere piede nel 2017 mentre la band si trovava a Catskills, dove Simone Felice vive e lavora.

In collaborazione con Fraites, il cui pianoforte espressivo gioca un ruolo centrale nel dramma e nella bellezza di queste canzoni, Schultz ha affinato e collegato tra loro i personaggi che abitavano le canzoni che avevano composto.

Il risultato è la storia di tre generazioni di una stessa famiglia: la nonna, Gloria Sparks; suo figlio, Jimmy Sparks, e suo nipote, Junior Sparks. Ognuno di loro sarebbe stato al centro delle tre canzoni che avrebbero composto uno dei tre capitoli dell’album.

Di solito i fan non associano i The Lumineers all’oscurità. “Quando la gente ascolta ‘Ho Hey’ pensa sia una canzone solare” dice Fraites. “E va bene, quello era il nostro intento. Volevamo che fosse così e volevamo quell’atmosfera. Ma questo era sette anni fa, e le nostre vite sono cambiate notevolmente da allora”.

Nel 2018 Schultz e Fraites sono diventati entrambi padre per la prima volta. “Innanzitutto” – aggiunge Fraites – “quando io e Wes scriviamo, ci interessa solo comporre una buona canzone; la musica viene sempre prima di tutto. Questa raccolta di canzoni è nata in modo meraviglioso, e sento che con questo album abbiamo davvero raggiunto il nostro obiettivo”.


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