Tra fantasy e cultura pop, l’illustrazione secondo Samuele Colombini

Scritto da il 14 Ottobre 2021

Dal fumetto all’illustrazione il passo è stato breve per Samuele Colombini, in arte Arksam Illustrator. Disegna da sempre e le sue illustrazioni, sui social, sono apprezzate da migliaia di persone. Si spazia, infatti, in tutta la cultura pop: da Dragon Ball a Star Wars, passando per diverse creazioni originali di ispirazione fantasy, traspare nei suoi disegni la cura del dettaglio e la capacità di adattarsi a stili diversi. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Intervistato durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live”, Samuele si è raccontato, svelando anche la provenienza del suo nome da disegnatore.

«Sono sempre stato appassionato di disegno fin da quando ero piccolo, fin da quando ho saputo impugnare una matita, e inizialmente volevo fare fumetti poi ho iniziato a studiare fumetto e illustrazione e ho capito che in realtà l’illustrazione mi piaceva di più. Sul nome (Arksam, ndr): era un periodo che leggevo molto Batman e nei fumetti di Batman, a Gotham City c’era il manicomio che si chiamava Arkam. E allora, preso un po’ dal momento, ho deciso di usare questo nome».

Ai manga e agli anime di Dragon Ball, Samuele deve molto, come ci ha confessato: «Se ho continuato a disegnare molto lo devo a Dragon Ball e al suo autore Akira Toriyama. Adesso, quando disegno, cerco di spaziare tra tutte le mie passioni. Ho disegnato, per tanti anni, nello stile più “cartoonesco” e quindi è stato un po’ difficile il passaggio al realistico. Però una volta imparata la tecnica, lo scambio fra i due non è poi così tanto difficile».

Ma non solo di pura illustrazione si parla: Samuele ha realizzato anche un libro, interamente scritto da lui e accompagnato da alcune illustrazioni, dal titolo “Ragnarok – La terra dei giganti”, che potrebbe essere la prima parte: «È un romanzo fantasy di stampo abbastanza classico che nella mia idea deve essere il primo capitolo di una trilogia e ogni capitolo è accompagnato da un’illustrazione. È una storia che ho iniziato a pensare quando ero in terza superiore, al liceo, e che quindi ha avuto una genesi lunga. Ho avuto molti rimaneggiamenti nel corso del tempo e questo è il risultato finale ottenuto nei mesi scorsi diciamo».

Guarda l’intervista: 


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