Tregnago Calcio, il vice presidente Bergamini: «Il nostro obiettivo è far crescere il settore giovanile»

Scritto da il 9 Dicembre 2021

Carlucio Bergamini, vice presidente del Tregnago Calcio, ha raccontato ai microfoni di Adige Sport la società sportiva che dirige assieme al presidente Gabriele Rizzin. Una storia lunga ed appassionante, che è cominciata novant’anni fa, nel 1931.

Benvenuto Carlucio. Quando si parla di Tregnago Calcio, non si può non cominciare da un nome: Toni Perlato.

Toni Perlato è un personaggio indimenticabile, colui che ha reso grande questa società. Tutti gli sportivi di Tregnago lo portano nel cuore. Se dici Tregnago Calcio, dici Toni Perlato. Una persona fantastica, che ho avuto la persona di frequentare. È stato presidente della società per più di trent’anni, ed è stata probabilmente la prima persona che è andata a inaugurare uno stadio che porta il suo nome. È scomparso di recente, ma rimarrà sempre nella storia del Tregnago e del calcio veronese.

Lei invece lei è nel mondo del calcio dal 1975. Da quando a Tregnago?

Sono ormai quattro anni. È stato il presidente Gabriele Rizzin a volermi fortemente per dargli una mano a portare avanti la società.

Il Tregnago Calcio ha da poco compiuto novant’anni. Che realtà è oggi?

Oggi è una bella realtà. Nonostante tutte le vicessitudini legate al Covid, stiamo andando avanti: il nostro intento è quello di lavorare assiduamente con i più giovani, farli crescere e portarli a giocare con la prima squadra, che attualmente milita in prima categoria. Siamo molto soddisfatti, anche perché la nostra scelta inizia a dare i suoi frutti: quest’anno siamo partiti con l’obiettivo di salvarci, e siamo inaspettatamente secondi in classifica. Abbiamo un gruppo di ragazzi molto giovani: la media è di 21-22 anni.

Per voi è quasi una missione quella di portare il più presto possibile i giovani della categoria juniores a giocare in prima squadra.

Si, io penso che non abbia senso allestire una squadra juniores se alla fine del percorso non porti i ragazzi a giocare in prima squadra. Nel nostro caso, abbiamo 8-9 ragazzi che l’anno scorso militavano in juniores e che attualmente giocano in prima squadra. I ragazzi di 19-20 anni devono essere pronti, è l’età in cui devi essere pronto per la prima squadra. La nostra filosofia è di cercare di crescerci in casa la prima squadra. L’importante non è se riusciamo o meno a fare la prima categoria, ma che riusciamo a crescere i nostri ragazzi in casa.

E per quanto riguarda la scuola calcio?

Abbiamo ragazze e ragazzi che allenano i più piccoli. Sono bravi e preparati: tutti giovani con il patentino, tutti laureati ISEF. Questo è molto importante, perché è facile rovinare fisicamente un ragazzino se non si è preparati ad allenare. Gli allenatori e le allenatrici seguono corsi d’aggiornamento, abbiamo avuto un accordo con il Chievo ed ora cercheremo di averlo con il Verona: il nostro obiettivo è crescere i piccoli calciatori, ma anche far crescere gli allenatori.

Un’ultima domanda: cosa vuole trovare sotto l’albero di Natale il Tregnago Calcio?

Il desiderio più grande è chiudere il capitolo pandemia e tornare alla normalità, perché siamo tutti continuamente impegnati per le normative Covid. Per quanto riguarda i risultati, siamo già contenti di come stanno andando le cose: il nostro obiettivo è salvarsi con la prima squadra e di far crescere il settore giovanile. Per cui al momento meglio di così non si può!

 

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